lunedì 24 marzo 2014

Quando gli amici di Facebook non sono veri amici


Il report 2013 della Symantec Corporation, azienda leader nel settore della sicurezza informatica, ha evidenziato che gli attacchi hacker attivati via mail sono in calo, ma questo non è un buon segno, anzi.


La diminuzione degli attacchi che viaggiano per posta elettronica, infatti, non è indizio di una perdita di interesse verso i furti di identità, al contrario, è il segnale che gli hacker hanno trovato vie più veloci e facili per rubare i nostri dati: i social network.

Il 2012 è stato l’anno del boom di Facebook e affini, e ciò ha naturalmente catturato l’attenzione dei malintenzionati, che si sono subito attivati per trasformare il 2013 nell’anno del boom dei social attack e, forti del fatto che non tutti si sono mossi per utilizzare le giuste protezioni in fatto di social network e dispositivi mobile, sono riusciti a fare man bassa di dati sensibili e informazioni di ogni genere.



Perché gli hacker si interessano ai social network?


Semplice: sono il luogo dove oramai si può colpire un numero più elevato di persone dato che la maggior parte degli utenti di internet ha un profilo, in Italia ben l’85,6% degli utenti web, come precisano i dati del Clusit, l’associazione nazionale per la sicurezza informatica del nostro paese. Colpire un profilo sui social network significa quindi andare a colpire in un batter d’occhio tutti i suoi contatti, riuscendo così ad allargare a macchia d’olio le conseguenze del proprio assalto.


Come sono gli attacchi hacker sui social network?


Sempre dai dati Symantec, il 56% degli attacchi si è presentato sotto forma di false offerte per accedere alle quali bisognava condividere i propri dati. Da lì ad accedere all’intera identità del povero ignaro a caccia di promozioni il passo è stato breve. Ci sono però stati anche altri tipi di assalti, come la richiesta di condividere link, installare plug-in malevoli o aprire pagine del browser non esattamente pulite. Da non sottovalutare, poi, le richieste di contatto da parte di persone che non conosciamo e che hanno come unico obiettivo quello di ottenere il maggior numero di informazioni su di noi e sui nostri contatti.


Come proteggersi dagli attacchi sui social network?


Spesso basta solamente perdere alcune cattive abitudini, come quella di lasciare il proprio account collegato quando si spegne il pc, rendendo i nostri dati più vulnerabili, oppure utilizzare la stessa password per più servizi web. Installare un buon antivirus sui propri dispositivi mobile è sempre buona cosa, inoltre, bisognerebbe cercare di utilizzare reti informatiche sicure anche quando si accede ai propri account da mobile. Altri aspetti a a cui prestare attenzione sono poi i dati che vengono condivisi, dalle foto dei propri figli al numero di telefono e indirizzo di casa, nonché le richieste di contatto da parte di persone che conosciamo fisicamente.


Ecco un video-esperimento realizzato in Belgio che mostra alla perfezione come le nostre identità sui social network ci espongano a rischi: